giovedì 2 giugno 2016

Cosa fa la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi in Francia in Formiche 2 giugno




Cosa fa la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi in Francia
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Cosa fa la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi in Francia
L'articolo di Giuseppe Pennisi
Il 3 giugno si terrà un’importante prima a Parigi dove – scioperi e moti permettendo- sarà presente quello che un tempo si chiamava le Tout Paris, nonché numerosi critici musicali di tutto il mondo. Al Théâtre des Champs-Élysées; un teatro privato tra i più noti nella capitale francese debutta per la prima volta in epoca moderna la tragédie lyrique Olympie (1819) di Gaspare Spontini, un lavoro che non si rappresentava da decenni in quanto è un'”opera imperiale” dell’epoca di Napoleone I, quando si rappresentavano spettacoli con grandi massi, doppi cori, ecc. Saranno in scena 170 artisti. E’ una coproduzione tra il Palazzetto Bru Zane-Centre de musique romantique française (una fondazione privata) e la piccola Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, che conta con bilancio di appena 2,8 milioni di euro, ma da 10 anni ha chiuso sempre in pareggio. La Fondazione marchigiana ha fornito l’essenziale: nuova edizione critica realizzata dall’azienda culturale di Jesi.
L’opera verrà eseguita nel prestigioso teatro parigino con la direzione di Jérémie Rhorer alla guida dell’orchestra Le Cercle de l’Harmonie e del Vlaams Radio Koor; nella compagnia di canto, interpreti di primo piano tra cui Karina Gauvin nel ruolo di Olympie, Charles Castronovo nel ruolo di Cassandre, Kate Aldrich (Statira), Josef Wagner (Antigone), Patrick Bolleire (Le hiérophante) e Conor Biggs (Hermas, un Prêtre). La serata del 3 giugno sarà trasmesso da Radio France ed è segnalato tra gli appuntamenti “da non perdere” dalle principali testate e siti di informazione culturale per l’alto valore musicologico dell’operazione. Il 29 ottobre, l’opera sarà rappresentata al Concertgebouw di Amsterdam e trasmessa anch’essa dalla radiotelevisione pubblica nazionale (la Nederlandse Publieke Omroep). E’ possibile uba tournée che tocchi anche l’Italia; ci auguriamo lo splendido Teatro Pergolesi di Jesi.
L’edizione critica dell’Olympie di Spontini è stata condotta da Federico Agostinelli, per le Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini, sulla partitura a stampa edita da Erard nella versione originale in francese pubblicata a Parigi nel 1826, con il concorso di altre fonti originali, quali  il manoscritto autografo e riduzioni canto e piano dell’epoca, e riflette l’ultima stesura dell’opera. L’operazione della Fondazione Pergolesi Spontini è stata realizzata nel quadro delle attività di valorizzazione delle opere dei compositori cui è dedicata e nell’ambito della rete di collaborazioni sviluppate nel tempo, in questo caso in felice connubio col Palazzetto Bru Zane di Venezia.
Un lavoro molto impegnativo quello di Federico Agostinelli, uno dei massimi esperti in fatto di edizioni critiche spontiniane – si cita tra le altre la Vestale utilizzata da Riccardo Muti alla Scala nel 1993, o più recentemente La Fuga in maschera, l’opera ritenuta perduta e poi ritrovata dal conservatore della Casa-Museo-Archivio Spontini di Maiolati) – che ha “partorito” quasi 900 pagine di partitura, con una riduzione per canto e pianoforte di 500 pagine.
Olympie venne rappresentata per la prima volta a Parigi, al Théâtre de l’Académie Royale de Musique, il 22 Dicembre del 1819. Rileggendo Berlioz, si capisce che secondo lui Spontini fu, dopo Gluck, il più grande genio della musica francese che aprì la strada al secolo romantico. E forse la poco conosciuta Olympie, che Spontini mise in scena nel 1819 con la direzione di Rodolphe Kreutzer in persona, ha segnato più di quanto ancora non si creda il vero e proprio sconvolgimento lirico che avvierà l’opera francese verso la modernità del grand opéra. Questa partitura, cesellata da un’orchestrazione stupefacente, è infarcita dall’inizio alla fine di effetti spettacolari che prefigurano chiaramente Les Troyens di Berlioz. L’onnipresenza di un coro sovrabbondante, l’ardimento degli interventi di Antigone, il pathos del ruolo di Statira (concepito per Caroline Branchu, allora all’apice della carriera): tutto contribuisce a impressionare lo spettatore, tanto che lo stesso Berlioz ne fu commosso fino alle lacrime, La vicenda, tratta dall’omonima tragedia di Voltaire, è ambientata ad Efeso alcuni anni dopo il presunto assassinio di Alessandro Magno. I sospetti del crimine gravano principalmente sul Re Antigone e il Re Cassandre pretendenti del potere assoluto ed entrambi innamorati di Olympie. Statira, madre di Olympie e moglie di Alessandro Magno, è un personaggio di forte caratterizzazione drammatica. Olympie durante lo svolgimento dell’azione vive il lacerante conflitto tra l’amore verso Cassandre e quello verso la madre Statira che accusa pubblicamente il suo amato di essere l’assassino di suo padre Alessandro Magno.
Questi aspetti interessano i musicologi e gli appassionati di musica classica. L’evento però ha una valenza di politica musicale. I teatri del Maggio Musicale Fiorentino e l’Arena di Verona boccheggiano per carenza di pubblico, e forse anche di idee, e stanno sprofondando in un baratro di debiti sempre più profondi.
La piccola fondazione di Jesi (città di 40.000 abitanti) non solo presenta, con Ancona, una stagione lirica dei titoli (co-prodotti in gran parte con Opera Lombardia) in teatri sempre esauriti ma è tra i protagonisti di un grande evento internazionale. A volte, piccolo (se ben gestito) è bello.

01/06/2016




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Cosa fa la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi in Francia
L'articolo di Giuseppe Pennisi
Il 3 giugno si terrà un’importante prima a Parigi dove – scioperi e moti permettendo- sarà presente quello che un tempo si chiamava le Tout Paris, nonché numerosi critici musicali di tutto il mondo. Al Théâtre des Champs-Élysées; un teatro privato tra i più noti nella capitale francese debutta per la prima volta in epoca moderna la tragédie lyrique Olympie (1819) di Gaspare Spontini, un lavoro che non si rappresentava da decenni in quanto è un'”opera imperiale” dell’epoca di Napoleone I, quando si rappresentavano spettacoli con grandi massi, doppi cori, ecc. Saranno in scena 170 artisti. E’ una coproduzione tra il Palazzetto Bru Zane-Centre de musique romantique française (una fondazione privata) e la piccola Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, che conta con bilancio di appena 2,8 milioni di euro, ma da 10 anni ha chiuso sempre in pareggio. La Fondazione marchigiana ha fornito l’essenziale: nuova edizione critica realizzata dall’azienda culturale di Jesi.
L’opera verrà eseguita nel prestigioso teatro parigino con la direzione di Jérémie Rhorer alla guida dell’orchestra Le Cercle de l’Harmonie e del Vlaams Radio Koor; nella compagnia di canto, interpreti di primo piano tra cui Karina Gauvin nel ruolo di Olympie, Charles Castronovo nel ruolo di Cassandre, Kate Aldrich (Statira), Josef Wagner (Antigone), Patrick Bolleire (Le hiérophante) e Conor Biggs (Hermas, un Prêtre). La serata del 3 giugno sarà trasmesso da Radio France ed è segnalato tra gli appuntamenti “da non perdere” dalle principali testate e siti di informazione culturale per l’alto valore musicologico dell’operazione. Il 29 ottobre, l’opera sarà rappresentata al Concertgebouw di Amsterdam e trasmessa anch’essa dalla radiotelevisione pubblica nazionale (la Nederlandse Publieke Omroep). E’ possibile uba tournée che tocchi anche l’Italia; ci auguriamo lo splendido Teatro Pergolesi di Jesi.
L’edizione critica dell’Olympie di Spontini è stata condotta da Federico Agostinelli, per le Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini, sulla partitura a stampa edita da Erard nella versione originale in francese pubblicata a Parigi nel 1826, con il concorso di altre fonti originali, quali  il manoscritto autografo e riduzioni canto e piano dell’epoca, e riflette l’ultima stesura dell’opera. L’operazione della Fondazione Pergolesi Spontini è stata realizzata nel quadro delle attività di valorizzazione delle opere dei compositori cui è dedicata e nell’ambito della rete di collaborazioni sviluppate nel tempo, in questo caso in felice connubio col Palazzetto Bru Zane di Venezia.
Un lavoro molto impegnativo quello di Federico Agostinelli, uno dei massimi esperti in fatto di edizioni critiche spontiniane – si cita tra le altre la Vestale utilizzata da Riccardo Muti alla Scala nel 1993, o più recentemente La Fuga in maschera, l’opera ritenuta perduta e poi ritrovata dal conservatore della Casa-Museo-Archivio Spontini di Maiolati) – che ha “partorito” quasi 900 pagine di partitura, con una riduzione per canto e pianoforte di 500 pagine.
Olympie venne rappresentata per la prima volta a Parigi, al Théâtre de l’Académie Royale de Musique, il 22 Dicembre del 1819. Rileggendo Berlioz, si capisce che secondo lui Spontini fu, dopo Gluck, il più grande genio della musica francese che aprì la strada al secolo romantico. E forse la poco conosciuta Olympie, che Spontini mise in scena nel 1819 con la direzione di Rodolphe Kreutzer in persona, ha segnato più di quanto ancora non si creda il vero e proprio sconvolgimento lirico che avvierà l’opera francese verso la modernità del grand opéra. Questa partitura, cesellata da un’orchestrazione stupefacente, è infarcita dall’inizio alla fine di effetti spettacolari che prefigurano chiaramente Les Troyens di Berlioz. L’onnipresenza di un coro sovrabbondante, l’ardimento degli interventi di Antigone, il pathos del ruolo di Statira (concepito per Caroline Branchu, allora all’apice della carriera): tutto contribuisce a impressionare lo spettatore, tanto che lo stesso Berlioz ne fu commosso fino alle lacrime, La vicenda, tratta dall’omonima tragedia di Voltaire, è ambientata ad Efeso alcuni anni dopo il presunto assassinio di Alessandro Magno. I sospetti del crimine gravano principalmente sul Re Antigone e il Re Cassandre pretendenti del potere assoluto ed entrambi innamorati di Olympie. Statira, madre di Olympie e moglie di Alessandro Magno, è un personaggio di forte caratterizzazione drammatica. Olympie durante lo svolgimento dell’azione vive il lacerante conflitto tra l’amore verso Cassandre e quello verso la madre Statira che accusa pubblicamente il suo amato di essere l’assassino di suo padre Alessandro Magno.
Questi aspetti interessano i musicologi e gli appassionati di musica classica. L’evento però ha una valenza di politica musicale. I teatri del Maggio Musicale Fiorentino e l’Arena di Verona boccheggiano per carenza di pubblico, e forse anche di idee, e stanno sprofondando in un baratro di debiti sempre più profondi.
La piccola fondazione di Jesi (città di 40.000 abitanti) non solo presenta, con Ancona, una stagione lirica dei titoli (co-prodotti in gran parte con Opera Lombardia) in teatri sempre esauriti ma è tra i protagonisti di un grande evento internazionale. A volte, piccolo (se ben gestito) è bello.

01/06/2016


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