giovedì 28 agosto 2014

L’ECONOMIA DEL ‘TAX CREDIT’ in 'Musica' settembre



La Polemica
L’ECONOMIA DEL ‘TAX CREDIT’
Non tutti gli addetti ai lavori, specialmente nel mondo della musica, sembrano avere metabolizzato che il tax credit varato per incoraggiare la partecipazione dei privati (specialmente di grandi imprese) al finanziamento della cultura si posa su un’ipotesi di base: che ci siano utili cospicui da tassare e, quindi, da sgravare. Sempre che il tax credit si applicherà allo spettacolo dal vivo (sussistono ancora dubbi in proposito).
 Lo sanno bene i festival dell’Italia centrale (ROF di Pesaro, Macerata Opera, Spontini-Pergolesi di Jesi). Sono stati accompagnati per lustri da sponsorizzazioni di banche ed imprese (come la Banca Marche, la Indesit, Scavolini) che in quattro anni di recessione, hanno dovuto prima fare marcia indietro e successivamente ritirarsi del tutto. La crisi dell’Orchestra Sinfonica Roma non è frutto del ‘destino cinico e baro ’ ma, da un lato, dell’esigenza della Fondazione Roma di riorientare verso la beneficienza risorse comunque in diminuzione (a ragioni macro-economiche si aggiungono quelle specifiche al comparto bancario) ma anche del fatto che in dieci anni l’Orchestra  non ha trovato altri partner, italiani o stranieri.
 Se l’economia va bene, se gli utili di impresa crescono, spesso non c’è neanche esigenza di tax credit o di altri incentivi perché le aziende sono liete, per ragioni di prestigio di associare i loro marchi  ad iniziative di prestigio e di alto livello culturale.
Me lo confermava, a colazione, il primo agosto a Salisburgo l’Amministratore Delegato della Audi (che controlla, in Italia, la Ducati), Dr. Rupert Stadler. L’occasione era la firma di un nuovo accordo quadriennale di partenariato finanziario con il Festival austriaco, dopo ben vent’anni di collaborazione. Oltre ad un lauto finanziamento, l’accordo prevede l’ammodernamento dell’acustica per gli spettacoli all’aperto in Piazza Duomo. L’Audi non chiede di entrare in Consiglio d’Amministrazione o di mettere bocca nei programmi del Festival, ma di essere citata come partner e di invitare suoi ospiti ad alcune serate. E’ un’azienda tedesca e non riceve alcun incentivo per attività in Austria. Tuttavia, oltre alla gratificazione di essere associata ad un Festival di grande importanza, una volta l’anno i complessi di Salisburgo tengono un concerto là dove sono concentrate la fabbriche Audi- ‘occasione molto apprezzata da tutto il nostro personale’, precisa Stadler.
Che suggerire? In primo luogo, di seguire con attenzione il barometro dell’economia prima di farsi troppe illusioni . In secondo luogo, per iniziative a costo contenuto, esplorare il crowd funding (il supporto da tanti piccoli operatori e da individui). Come fa, con successo, la piccola (ma seguita a livello internazionale) ‘OperaBarga’.

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