sabato 26 ottobre 2013

Turandot tra guerrieri in terracotta in Milano Finanza 26 ottobre



Turandot tra guerrieri in terracotta
di Giuseppe Pennisi

Turandot non è solo l'ultima opera di Giacomo Puccini (che morì prima di completarla), ma anche l'ultima espressione italiana del modo di concepire un dramma lirico per il successo popolare prima che il cinema prendesse il sopravvento. Puccini lo sapeva, così come sapeva di non terminare il suo lavoro più moderno.
http://www.milanofinanza.it/artimg/2013/211/1848351/1-img799432.jpgIl libretto, infatti, ha un andamento cinematografico. La lirica come grande spettacolo sarebbe rimasta in Germania, in Europa centrale e orientale e negli Stati Uniti, ma in Italia sarebbe tornata a essere intrattenimento di élite come alla fine del Seicento. Non a caso Turandot è tratta da una fiaba teatrale di Gozzi pensata per un pubblico colto. All'Opera di Roma, in scena fino al 31 ottobre, viene proposta con un allestimento grandioso che colloca l'azione all'interno di un'armata di terracotta del mausoleo di Xian. Inoltre, viene presentata senza il finale «di tradizione» composto da Franco Alfano. L'opera in scena termina con la morte di Liù, come volle Toscanini alla prima alla Scala nel 1926. Efficace la regia di Roberto De Simone. Suggestivi l'impianto scenico di Nicola Rubertelli e i costumi di Odette Nicoletti. Raffinata la bacchetta di Pinchar Steinberg che tende, però, a sonorità alte da coprire le voci. Di livello il cast vocale guidato da Carmela Remigio, in grande spolvero. (riproduzione riservata)

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