lunedì 14 ottobre 2013

Prezzi, bond e azioni: Nobel per l’Economia ancora alla finanza in Avvenire del 15 ottobre-



Prezzi, bond e azioni: Nobel per l’Economia ancora alla finanza

Il riconoscimento 2013 a Fama, Hansen e Shiller Al centro dei lavori le buone regole per mercati efficienti


DI GIUSEPPE PENNISI

L’ attribuzione del premio Nobel per l’economia a Eugene Fama, a Lars Hansen (Università di Chicago) e a Robert Shiller ( Yale) può a prima vista sembrare densa di contraddizioni e (data la difficoltà analitica di alcuni passaggi dei lavori di Fama e Hansen) poco pertinente ai problemi concreti dei nostri giorni. E in­vece: non solo è attualissima – riguarda «l’efficienza» dei mercati finanziari, tema centrale del dibattito economico dopo la grande crisi – ma è anche rigorosamente coerente.

Fama è noto per i suoi manuali universi­tari e per il teorema (detto «di French-Fa­ma », in quanto elaborato con un altro spe­cialista di finanza) sull’efficienza dei mer­cati. In base al teorema, i prezzi dei tito­li finanziari inglobano il meglio delle informazioni sul loro valore. Shiller è cono­sciuto per il suo libro sull’«esuberanza irrazionale» dei mercati finanziari ed è editorialista di un centinaio di testate in tutto il mondo. Hansen, poco noto ai non specialisti, ha testato con stru­menti econometrici teorie e ipotesi come quelle di Fama e Shiller, e si dedica da an­ni alle analisi su rischio ed incertezza.

Nelle versioni giornalistiche dei lavori di Fama (che risalgono agli anni Settanta) e – quel che è peggio – pure nelle aule univer­sitarie non si sottolinea che «l’ipotesi del­l’efficienza dei mercati» si riferisce al sen­so tecnico della parola stessa, cioè della lo­ro capacità di fissare il valore di un’attività finanziaria, tenendo conto in modo rapi­do e completo di tutta l’informazione di­sponibile, man mano che questa diventa ta­le. Quindi nel medio e lungo periodo. E con un importante distinguo: che le informazioni pertinenti non siano celate (ad esempio in bilanci di previsione e consuntivi «taroccati») o semplicemente non siano note (ad esempio, perché la tecnologica del prodotto sottostan­te il titolo finanziaro non è ancora adegua­tamente sviluppata).

«L’esuberanza irrazio­nale » di Shiller (stimo­lata dalla «crisi delle Borse» verificatisi a fine anni Ottanta) è com­plementare ai lavori di Fama poiché introduce considerazioni deri­vanti da un ramo del­l’economia che quaranta anni fa non era sviluppato: l’economia comportamentale nelle sue accezioni che coniugano finan­za con neurologia e psicologia. Shiller stu­dia come e perché soggetti economici dif­ferenti interpretano in modo diverso «l’ef­ficienza » o meno dei mercati. Ad esempio, in un contesto in cui autorità pubbliche, media e vicini di casa sprigionano grande ottimismo su questo o quella attività, si creano «bolle» come quella del mercato dei tulipani nell’Olanda del Seicento e quella degli immobili, negli Usa e non solo, qual­che anno fa. Le ricerche econometriche di Hansen, da un lato, confermano empiri­camente i risultati di Fama e Shiller e, da un altro, distinguendo tra «rischio» ed «in­certezza », aiutano gli specialisti a meglio in­terpretare le informazioni derivanti dai mercati finanziari. La conclusione dei la­vori di Fama, Hansen e Shiller è che per­ché i mercati finanziari siano «efficienti» nel senso colloquiale del termine devono essere regolamentati: si pensi ai compiti affidati alla Consob nei confronti delle informazioni che devono essere fornite ai mercati affinché questi svolgano la fun­zione pubblica loro affidata. In un’econo­mia integrata (come l’eurozona) e globa­­lizzata, la regolamentazione nazionale può non essere sufficiente e deve essere inte­grata da misure internazionali. L’assegna­zione del premio, in ogni caso, ha suscita­to perplessità in Rete e non solo. Nessuno si è azzardato a contestare la validità delle scelte di Stoccolma, certo, ma non sono mancati commenti quasi increduli, vista la distanza per alcuni non apparente del­le rispettive posizioni. Paul De Grauwe, e­conomista belga, consigliere del presiden­te della Commissione Barroso, ha com­mentato: «Il Nobel a Fama, che ha spinto milioni di persone a credere nell’efficien­za dei mercati finanziari e a Shiller, che ha mostrato il contrario: che contraddizione».

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Un premio tutto Usa con l’Università di Chicago, tempio del liberismo, protagonista. E che suscita polemiche

Lars Hansen



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Eugene Fama



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Robert Shiller

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