domenica 25 agosto 2013

Nuova Scala, i progetti di Pereira in Avvenire 25 agosto


Nuova Scala, i progetti di Pereira


DA SALISBURGO GIUSEPPE PENNISI « A lla Scala – afferma, scherzando, Alexan­der Pereira che dal prossimo autunno sarà alla guida del tempio della lirica italiano – il pub­blico si aspetta che Enrico Caruso e Franco Corelli cantino la stessa sera con Maria Callas. Occorre cercare di portare queste esagerate aspettative alle logiche del giorno d’oggi». Più delle dichiarazioni – Pereira ha con­cesso dozzine di interviste da quan­do è stato annunciato che lascerà la direzione del Festival di Salisburgo per la Scala – è utile tracciare cosa ha portato alla maggiore manifestazio­ne musicale dell’estate. Gli elementi distintivi rispetto alle gestioni prece­denti sono il ritorno alla forte spiri­tualità che caratterizzò i primi anni del Festival, la ripresa di musica liri­ca e sinfonica di grande repertorio e la musica contemporanea colta.

Da quando dirige il Festival, Pereira lo ha allungato di una settimana per farlo precedere da un’“ouverture spi­rituale” (nel 2013 dedicata anche al canto gregoriano e alla musica bud­dista giapponese). È possibile un’at­tenzione analoga alla Scala? Lo si ve­drà nella scelta del repertorio e delle regie, che a Salisburgo pur restando innovative rifuggono dall’essere gra­tuitamente trasgressive come negli anni Ottanta. È la musica contem­poranea? Quest’anno la prima ope­ra in scena è stata Gawain di Harri­son Birtswhistle, l’ouverture spiri­tuale ha incluso cinque concerti di musica sacra contemporanea e al Fe­stival vengono presentate quattori­dici prime mondiali, soprattutto di giovani compositori.

Si è molto insistito sulla capacità di Pereira di trovare sponsor, prima a Zurigo e poi a Salisburgo. Non sarà questo il suo contributo importante alla Scala. Da un lato, la normativa tributaria italiana è molto più vinco­lante di quelle svizzera ed austriaca. Dall’altro, il contributo pubblico al bilancio della Scala si aggira sul 40%: difficile pensare a riduzioni, che vor­rebbero dire privatizzazione.

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Musica sacra, sinfonica e contemporanea sono state le chiavi di volta della sua direzione a Salisburgo


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