martedì 19 febbraio 2013

Arte e musica nella primavera di Montecarlo il Velino del 19 febbraio



Arte e musica nella primavera di Montecarlo
In corso la 29esima edizione del Printemps des Arts di Monte-Carlo
di Hans Sachs - 19 febbraio 2013 11:00 fonte ilVelino/AGV NEWS Roma http://www.ilvelino.it/photo/06710b83-578d-444f-8ce2-20684e89238f/mainhp/
Perché non pensare di coniugare arte e musica in un fine settimana in Costa Azzurra? Il Portrait Beethoven ha inaugurato la ventinovesima edizione del Printemps des Arts di Monte Carlo, venerdì 15 presso la Sala Garnier dell’Opera. È uno dei maggiori appuntamenti musicali europei della primavera. Il direttore artistico Marc Monnet ha scelto di aprire e chiudere la rassegna monegasca con nove concerti in programma per il primo e il quinto weekend dedicati a Beethoven e in particolare alla esecuzione integrale delle 10 sonate per violino, delle 5 sonate per violoncello, degli 11 trii con pianoforte, arricchiti da 3 variazioni per violoncello. Un viaggio attraverso l’interpretazione di partiture intense e appassionate che ascoltate nella versione integrale acquistano pienezza di senso. Un’occasione per apprezzare le splendide potenzialità di uno strumento, il violoncello, che per la prima volta fu valorizzato appieno dal genio di Bonn. Protagonisti del primo weekend saranno il pianista François-Frédéric Guy, il violinista Tedi Papavrami e il violoncellista Xavier Phillips. Guy, che nel 2008 al Printemps des Arts ha interpretato l’integrale delle 32 sonate di Beethoven, procurandosi l’ammirazione di pubblica e critica, è tra i pianisti più apprezzati del panorama contemporaneo. All’inaugurazione di venerdì seguiranno due concerti nella giornata di sabato (ore 18 e 20.30), ospitati nella magnifica Salle Empire dell’Hôtel de Paris, per chiudere con due appuntamenti pomeridiani domenicali all’Opera (ore 16 e 18).

Con il secondo weekend del Printemps des Arts si inaugura l’omaggio a Bartók. Cinque concerti distribuiti su tutta la durata della rassegna monegasca offrono un affresco del compositore ungherese che partendo dalla musica popolare dell’Europa orientale e del Medio Oriente ha saputo creare un linguaggio musicale assolutamente nuovo. La forza del suo stile, fonte inesauribile di vitalità, continua ad affascinare i musicisti e il pubblico di oggi. Per cogliere appieno lo spirito visionario Bartók il festival monegasco propone l’esecuzione integrale dei 6 quartetti di Bartók: un viaggio musicale che consente di ripercorrere le fasi evolutive della vena compositiva bartokiana e che traccia un momento fondamentale nella storia della musica per la valenza innovativa. Ad interpretarli, venerdì 22 e sabato 23 marzo (ore 20.30) nella sala Garnier dell’Hôtel de Paris, quattro formazioni di eccezionale talento: il Quartetto Arditti, (conosciuto da più di 40 anni per avere eseguito tutto ciò che conta nell’ambito della musica contemporanea) e tre formazioni più giovani ma già affermate in ambito internazionale quali il Quartetto Parker fondato a Boston nel 2002, il parigino Quartetto Ardeo classe 2004 e il Quartetto Anima nato nel 2005 a San Pietroburgo. Al ciclo bartokiano guardano i due compositori contemporanei Philippe Manoury (nato nel 1952), e Laurent Cuniot (classe 1957) a cui il Printemps des Arts ha commissionato due nuove opere che verranno eseguite in prima assoluta rispettivamente venerdì e sabato. “Melancolia” di Manoury sarà interpretata dal Quartetto Arditti mentre il “Sestetto con due violoncelli e due viole ‘Villa Adriana’” sarà affidato al Quartetto Ardeo, affiancato da Christophe Desjardins (viola) e da Éric-Maria Couturier (violoncello). In chiusura di questo secondo weekend, domenica 24 marzo, il “viaggio a sorpresa”: lo spettatore acquista un biglietto per partecipare ad un viaggio musicale, che si svolgerà nell’arco di una giornata, senza conoscerne né la meta né il programma musicale.

Elaborato il fine settimana di Pasqua. Giovedì 28 marzo, alle 20.30, a Beaulieu, nei pressi di Monte-Carlo, sarà possibile ascoltare alcune di queste magnifiche pagine, le Sonate nn. 1 e 2 e le Danze rumene di, Bartók. affidate a un duo energico capace di restituire la vitalità di queste opere: il violinista Satenik Khourdoïan (classe 1983), una delle giovani promesse formatasi ai conservatori di Marsiglia e Parigi che ha riscosso numerosi premi in Francia e all’estero e la brillante pianista Hélène Tysman (classe 1982) anche lei formatasi a Parigi e già apprezzata in Europa. L’omaggio a Bartók prosegue sabato all’Auditorium Rainier III ore 20.30 con un programma altrettanto sfavillante Il principe di legno e il Concerto per pianoforte n. 3. Venerdì si cambia decisamente registro con la musica cambogiana e in particolare con la tradizione khmer in programma per l’appuntamento serale (ore 20.30) alla Sala Empire dell’Hôtel de Paris. Vale assolutamente la pena di ascoltare almeno una volta nella vita questi ensemble di fiati, voci e percussioni, costituiti da una decina di musicisti, capaci di produrre sonorità magiche e scintillanti del ricco patrimonio di musica tradizionale khmer. Il Balletto Reale della Cambogia, sostenuto da Sua Altezza Reale la Principessa Norodom Buppha Devi, sarà protagonista degli appuntamenti di domenica e lunedì pomeriggio allo Sporting d’Hiver.

II fine settimana successivo è dedicato a Stravinsky. Inizia con rare partiture per violino e pianoforte scritte tra il 1925 e il 1934 e affidate a Vera Novakova (violino) e a Maki Belkin (pianoforte- L’Orchestre du Théâtre Mariinsky, guidata da Valery Gergiev, è uno degli appuntamenti più attesi della rassegna monegasca:.) all’Auditorium Rainier III sarà possibile ascoltare una delle migliori formazioni orchestrali del panorama contemporaneo che interpreterà, nell’ambito dello stesso concerto, L’uccello di fuoco (1910), Petruška (1911) e La sagra della primavera (1913), partiture che Stravinsky compose per la celebre compagnia dei Balletti russi di Serge Diaghilev, rivoluzionando il linguaggio musicale occidentale e le abitudini di ascolto. Ispirandosi alla storia antica della Grande Russia, Stravinsky sbalordisce per l’utilizzazione dei ritmi indiavolati, primitivi e la libertà di scrittura. A Stravinsky vengono giustapposte musiche e danze congolesi, interpretate da. L’Orchestre Symphonique Kimbanguiste, e la “musica degenerata” di Schönberg, Hindemith, Schreker, Weill, interpretata dall’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, affiancata da Frank Peter Zimmermann al violino e da Mervon Mehta voce narrante, sul podio Lawrence Foster.

L’ultimo dei cinque concerti che compongono il Portrait Bartók, nell’ambito dell’edizione 2013 del festival monegasco, propone venerdì 12 aprile ore 20.30 presso l’Auditorium Rainier III la vena espressionista del “Mandarin merveilleuxe” e dei “Quatre pièces pour orchestre op. 12” affidati all’Orchestra Filarmonica e al Coro dell’Opera di Nizza alla guida di Philippe Auguin.Alla forza tellurica delle pagine bartokiane fanno da contraltare le atmosfere più intimiste di Beethoven che chiudono sabato e domenica questa ventinovesima edizione. Il pianista François-Frédéric Guy, il violinista Tedi Papavrami e il violoncellista Xavier Phillips, protagonisti del primo weekend, tornano a solcare le scene del festival per completare il Portrait Beethoven con quattro concerti dedicati alle sonate per violino, violoncello e ai trii con pianoforte. In finale include capolavori come le due ultime sonate per violoncello op. 102, la Sonata “a Kreutzer” e il “Trio dell’Arciduca”. La sonata “a Kreutzer” è tra le composizioni più amate dal pubblico e prediletta dai virtuosi per il grande impegno tecnico ed espressivo richiesto; ad essa si è ispirato anche Tolstoj, scrivendo un omonimo racconto. Il trio op. 97, composto intorno al 1811 e dedicato all’arciduca Rodolfo d’Asburgo, suo allievo e principale mecenate, si sviluppa in quattro movimenti abbastanza ampi, dalla scrittura intensa ed espressiva.

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