venerdì 9 settembre 2011

Un Rigoletto itinerante a misura di crisi economica in Milano Finanza 10 settembre

InScena
Un Rigoletto itinerante a misura di crisi economica
Ha debuttato allo Sferisterio di Macerata con un'anteprima di tre repliche un po' contrastate dalla pioggia, ma ora il Rigoletto di Verdi allestito da Massimo Gasparon salpa per una tournée che tra settembre e l'inizio di dicembre lo porterà a Como, Brescia, Pavia, Cremona, Milano (Arcinboldi), Jesi e Fermo, con buone prospettive di raggiungere anche la Spagna e l'Estremo Oriente.
Lo co-producono ben otto teatri, risparmiando così non solo le spese per scene e costumi, ma anche il cachet per gli artisti a cui vengono offerte 30 recite invece di 4, con discrete economie di scala. Lo spettacolo è imperniato su palcoscenico girevole adatto alle sale più diverse: da esso si schiudono, di volta in volta, il Palazzo Ducale, i vicoli di Mantova, la casa di Rigoletto e l'osteria di Sparafucile. Lo stile oscilla tra il tradizionale e l'innovativo: i costumi dei cortigiani rispecchiano pitture di Tiepolo, mentre i cinque protagonisti sono in abiti di epoca verdiana.
In una tournée così lunga ci potranno essere cambiamenti di cast, ma occorre prestare attenzione alle serate in cui dirigerà il nuovo enfant prodige della bacchetta, Andrea Battistoni, che vale la pena seguire. A Macerata ha mostrato incertezze all'inizio per riprendersi nel resto dello spettacolo. Tra veterani come Desirée Rancatore (una Gilda tutta fuoco e passione) e Giovanni Meoni (un Rigoletto che sprizza vendetta da ogni nota), lo spagnolo Ismael Jordi è un tenorino di grazia più adatto a Donizetti che a Verdi: un Duca di Mantova che fa quasi tenerezza, nonostante il personaggio sia crudele e privo di ritegno. (riproduzione riservata)

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