venerdì 9 gennaio 2009

L'UNIVERSO DI PUCCINI IN UN LIBRO DI ALBERTO CANTU' Il Velino 9 gennaio

Ci auguriamo che nonostante la disattenzione relativa della RAI (con la quale “Il Velino” ha avuto una leggera polemica proprio prima delle Feste di Natale e Capo d’Anno) , l’”anno pucciniano” non resti un episodio isolato in quanto Giacomo Puccini è stato non solo il più noto compositore italiano di teatro in musica me del Novecento ma l’unico davvero internazionale ed in grado di influenzare l’evoluzione della scrittura musicale e vocale nel resto del mondo, soprattutto negli Stati Uniti.
Quasi alla fine dell’”anno pucciniano” è apparso nelle librerie un saggio importante, e diretto non solo ai musicologici di professione ma a tutte quelle che un tempo venivano chiamate “le persone colte”: “L’Universo di Puccini – da Le Villi a Turandot” Zecchini Editore pp. 226 € 20. Il saggio ha un’introduzione di Simona Puccini ed un importante contributo di uno dei maggiori esperti italiani viventi su Puccini e la sua opera (Alfredo Mandelli).
In questa rubrica, Hans Sachs usa lanciare commenti sferzanti su spettacoli, non fare recensioni di libri. E’ doveroso fare un’eccezione per vari motivi. In primo luogo, il libro è il frutto dell’entusiasmo non solo dell’autore ma anche di un piccolo editore che s’impegna da anni nella letteratura musicale; non ha avuto, quindi, alcun lancio pubblicitario – a differenza di quello, orchestrato pure dalla Rai, per il “Puccini” di Julien Budden mandato in libreria dalla casa editrice Carrocci proprio all’inizio dell’”anno pucciniano”. In secondo luogo, Alberto Cantù (professore al conservatorio di Como e componente del Comitato Scientifico dell’Istituto di Studi Pucciniani, nonché a lungo critico musicale de “Il Giornale”) ha scritto un libro in cui porta per mano il lettore (“colto” ma non tecnico della musica e del teatro in musica) attraverso l’avventura umana ed i lavori di Puccini, Diretto ad un pubblico non necessariamente specialistico, ciascun capitolo è accompagnato da “proposte d’ascolto”, di cd, anche d’epoca (ossia l’età d’oro attorno agli Anni 50 quando le “gravi voci” pucciniane potevano venire registrate con un buon livello di definizione) ma ancora in catalogo o comunque accessibili nei migliori negozi di dischi e nel mercato on-line.
Le dieci maggiori opere di Puccini sono nei repertori dei principali teatri; quindi, tornano di frequente sulle scene , anche al di fuori dell’”anno pucciniano” e delle sue celebrazioni. Il lavoro di Cantù, quindi, si presta come un utile compagno di viaggio per chi si reca a teatro o accende il canale tematico televisivo dedicato alla musica classica per vedere ed ascoltare un’opera di Puccini. E’ utile se è la prima volta, ma ancora più utile se si tratta di una seconda, terza od anche quarta visione di un lavoro; ne scoprirà aspetti che non aveva notato. Come George Bernard Shaw che fu il primo a riconoscere d’acchito Puccini come il vero erede di Verdi.

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