domenica 2 dicembre 2007

DIALOGARE SUL NULLA, L’ULTIMO TORTO AL PAESE

I tentativi di dialogo (secondo il Dizionario Zingarelli sarebbe più appropriato parlare di conati) in corso tra maggioranza ed opposizione vengono benedetti un po’ da tutti. Ma rischiano di diventare come “le scene da un matrimonio” di Igmar Bergman o “il ritratto di famiglia in un interno” di Luchino Visconti. La “famiglia” della “politica dei piani alti” si riunisce “in un interno” per dialogo, ma (come nel film viscontiano) su temi sempre più distante dai temi che davvero interessano gli italiani. Rischia, dunque, di finire nella incomunicabilità delle “scene” bergmaniane. Auguriamoci che non sia condito da sedute di parapsicologia.
Ciò che pare maggiormente preoccupare i “dialoganti” è la legge elettorale. Argomento di cui si sa tutto. Silvio Berlusconi ha metabolizzato un libro (di autori italiani e sul caso Italia) uscito alcuni anni fa negli Usa (Pietro Grilli di Cortona e altri Evaluation and Optimization of Electoral System, SIAM Monographs on Discrete Mathematics and Applications, ). Non esistono solo i meccanismi tedeschi e spagnoli, ma molti altri da cui può emergere quello adatto all’Italia. Veltroni e gli altri “dialoganti” farebbero bene a procurarsene copie, ed a studiarlo, al fine di rendere concreti i contenuti delle loro conversazioni (che paiono psicadeliche a tre quarti degli italiani).
Ancor meglio dovrebbero cercare una linea comune sui temi e sui problemi che sono al centro delle preoccupazione degli italiani: la casa (secondo un recente lavoro Bankitalia, argomento che affligge il 20% delle famiglie con serie difficoltà a fare fronte a fitti ed a mutui), la sicurezza (a fronte di una criminalità dilagante), i trasporti (in continuo sciopero o disservizio), la sanità (quasi al tracollo, come indica lo sciopero dei medici), la difesa (sempre più priva di mezzi nonostante i nostri impegni internazionali) ed anche i beni culturali (gravemente trascurati nella grandi città italiane). Si rileggano i verbali che hanno portato alla “Grande Coalizione” in Germania: sono stati questi gli argomenti al centro del dialogo tra i due poli tedeschi. I “dialoganti” di centro-sinistra dovrebbero, in primo luogo, spiegare perché su questi temi l’aula del Senato ha penalizzato pesantemente la famiglia, la sicurezza, le forze dell’ordine, la sanità, la difesa, i trasporti, i beni culturali, togliendo finanziamenti a queste voci per trasferirli alle pensioni ed ai sussidi alle imprese (forse quelle “collaterali”). Lo dicono le tabelle del flemmatico Tps (e della Rgs del suo dicastero) in cui si ricostruisce il bilancio di previsione per il 2008 (quale uscito dal Senato e rispetto al ddl originario presentato il 30 settembre). Carta canta. I numeri hanno un “do” maggiore più potente di quello del compianto Luciano Pavarotti.

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