domenica 4 novembre 2007

PRODI E I MISTERI DEI LEADER

La preparazione della legge finanziaria non è proprio stata la passeggiata di cui il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha parlato l’estate scorsa agli italiani. L’iter parlamentare, poi, non si annuncia affatto semplice. Che ci voglia una maggiore infusione di leadership? Da parte di chi è inquilino temporaneo (e precario) di Palazzo Chigi o di tutta la compagine di governo (in modo da incidere sugli 11 partiti della coalizione e sui loro parlamentari? Prodi se lo chiede. Il fido Ricky Levi (per gli amici) gli ho trovato un lavoro ancora inedito dell’ Università di Zurigo , il KOF working paper n. 147 "The Impact of Political Leaders' Profession and Education on Reforms" (L’impatto dello status professionale e dei titoli di studio dei leader politici sulle riforme) Ne sono autori Axel Dreher, Michael J. Lamla , Sarah M. Ruprecht e Frank Somogyi , tutti e quattro dell’Istituto Federale Svizzero per la Tecnologia . Hanno condotto un lavoro certosino: esaminare status occupazionale e titoli di studio di 500 leader politici in 73 Paese nel periodo 1970-2002. Le conclusioni lasciano la bocca un po’ amara a Prodi: gli imprenditori, gli scienziati e gli economisti quantitativi sono quelli che riescono ad attuare programmi riformisti; i sindacalisti, invece, le frenano. Prodi chiede a Ricky quanti ex- sindacalisti fanno parte del “suo” Governo.
Altro lavoro portato dal fido Levi alla sua attenzione viene da due italiani esiliatisi rispettivamente alla London School of Economics, Francesco Caselli, ed alla Università di Stoccolma , Nicola Gennaioli "Economics and Politics of Alternative Institutional Reforms" (“L’economia e la politica di riforme istituzionali alternative), appena uscito come NBER Working Paper No. W12833 . E’ uno di quei lavori teorici di frontiera (tra discipline) che deliziano il Presidente del Consiglio. Lo allietano meno le conclusioni : perché riforme come liberalizzazioni e deregolamentazioni dispieghino tutti i loro effetti occorre coniugarle con un profondo riassetto del contesto giuridico e giudiziario . Bersani e Mastella, si chiede Prodi,. Con che frequenza dialogano e quanto lavorano insieme? Non è anche pure questo un aspetto della leadership di governo? A conclusioni analoghe giungono Uwe Sunde dell’istituto federale tedesco di studi sul lavoro e Matteo Cervellati dell’Università di Bologna
Sempre dal Mit e l’Università di Harvard, giunge Il lavoro di Ruben Enikolopov “Politicians, Bureaucrats and PatroNage “ (“Politici, burocrati e clientele) , ancora inedito. I “burocrati” nominati dai politici – si conclude dopo un esame dell’esperienza in un vasto campione di Stati dell’Unione – sono uno dei principali strumenti di clientela. Sono stato sufficientemente attento nelle nomine? Si chiede Prodi con un’aria un po’ imbarazzata.

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